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Lo Cicero, il Barone del rugby: “La maglia azzurra non è un regalo”

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Andrea Lo Cicero, per tutti “il Barone” del rugby italiano, al blog Ama la Maglia dice la sua sulla nazionale di rugby azzurra grazie al Rugby World Cup Trophy Tour.

La Coppa del Mondo di Rugby, la Webb Ellis Cup, sta facendo il giro del mondo per promuovere i Mondiali RWC 2015 che si giocheranno in Inghilterra a settembre 2015. Tappa italiana a Milano e Roma. Dopo l’atterraggio all’aeroporto di Milano Malpensa su un volo DHL, la Coppa è stata traferita al Velodromo di Bresso dove due amati campioni italiani dello sport, Andrea Lo Cicero e Mario Cipollini, si sono amichevolmente sfidati in tre divertenti prove: rugby, ciclismo e farmer’s walk. Il blog Ama la Maglia era presente all’evento e ha intervistato “il Barone” Andrea Lo Cicero.

Cosa significa il Mondiale di rugby per la nazionale italiana?

Significa tutto. Quello che hai seminato nel tuo percorso da sportivo lo porti al Mondiale se hai la fortuna di mettere la maglia azzurra. Io ho avuto la fortuna di indossarla e giocare in quattro edizioni, dal 1999 al 2013, e per me è di fondamentale importanza il valore della maglia. In Italia pareva che contasse solo un tipo di maglia, quello di altri sport, tipo calcio e basta. Noi abbiamo avuto la caparbietà, la volontà e la dedizione di far conoscere anche un’altra maglia che è sempre azzurra,  sempre con lo stesso scudetto, ma di uno sport diverso.

Chi è più legato alla maglia azzurra: i rugbisti o i calciatori?

Non mi interessa fare confronti con altri sport. Io so soltanto che i rugbisti hanno un forte senso di appartenenza a questo Paese.

Che senso ha la maglia azzurra x i rugbisti?

Per me rappresentare la tua famiglia, te stesso, il tuo paese. E’ lo specchio di te stesso. Io rappresento anche tutti quei ragazzi che vorrebbero correre e non possono perché affetti da disabilità. Quindi la maglia racchiude tantissimi pensieri. (Lo Cicero è ambasciatore dell’Unicef; NdR). Indossarla è grande responsabilità… è un po’ come stare in politica e avere una responsabilità: quando vai in televisione rivesti un ruolo pubblico e ti vedono tutti. Hai l’obbligo morale di essere un buon esempio, mentre in Italia a volte sembra che essere un buon esempio sia una cosa sbagliata. La maglia azzurra te la devi conquistare, non può essere regalata.

Come vedi la candidatura alle Olimpiadi del 2014 dell’Italia?

Io penso sia giusto che l’Italia si presenti. Ma visto che abbiamo 1 miliardo di strutture già esistenti, non costruiamo altro, sistemiamo quello esistenete, miglioriamolo e lasciamolo in ottimo stato. Usiamo i soldi che arriveranno per altro: mezzi pubblici, ecc. E’ giusto che ora sia lo sport ad aiutare la collettività.

Le tre maglie della tua vita?

La prima è la mia famiglia, poi quella della Nazionale che mi ha dato la possibilità di farmi diventare una persona conosciuta e la terza non c’è… forse sarà alla fine. Quando qualcuno mi racconterà.

Cosa deve fare la nazionale per affrontare al meglio il 6 nazioni dopo i Test match deludenti?

La Nazionale deve continuare a fare quello che sta facendo, i risultati arriveranno. Forse bisogna osare qualcosa in più. Ho sentito molti attacchi allo staff tecnico, ma pochi ai giocatori e questo è classico italiano. Io penso che bisogna mettere tutti sulle spine, nessuno deve avere il posto sicuro. Ci sono molti giocatori che meritano e non stanno in Nazionale (non si sa perché) e molti giocatori che non meritano e ci stanno. I giovani devono esprimere tutto, i vecchi hanno già dato e saranno dei riferimenti. Sono i giovani che devono fare di più, pensare che sia sempre l’ultima partita. I vecchi saranno le guide, l’esperienza, dei buoni esempi.

Chi vedi favorito per il prossimo 6 Nazioni?

Sicuramente l’Inghilterra e l’Irlanda, ma la Scozia potrebbe dare qualche sorpresa. Il Galles e la Francia invece sono abbastanza difficili da comprendere perché sono state più altalenanti, come l’Italia del resto. Può esserci qualche sorpresa importante per l’Italia che però deve sempre fare quel passo in più… Anche se ci sono stati dei momenti negativi, se riuscissimo a ottenere qualcosa in più cambierebbe molto: arriveremmo al mondiale con una testa e una mentalità diversa. Oggi non serve vincere tutto, ma cambiare la mentalità. Dobbiamo arrivare al Mondiale molto più sereni … se poi fai bene il 6 Nazioni probabilmente il Mondiale andrà altrettanto bene.

La Webb Ellis Cup in Italia con DHL e Cipollini e “il Barone” Lo Cicero

“Siamo orgogliosi di portare a Milano la Webb Ellis Cup grazie al Rugby World Cup Trophy Tour: si tratta della prima volta che il premio più ambito del rugby viene esibito così in tutto il mondo. Da sempre sostenitore dello sport e partner a livello mondiale della Rugby World Cup 2015, DHL condivide con questa disciplina valori come velocità, passione e lavoro di squadra che sia il Rugby che la nostra azienda diffondono nel  mondo”, ha commentato Elena Galletti, head of marketing & business development DHL Express Italy.

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