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Le maglie che hanno fatto la storia della Serie A

Parliamo del decennio più vincente della Serie A: quello degli Anni 80, un periodo magico di spensieratezza caratterizzato dal look. E dal calcio. La decade si apre con la vittoria degli Azzurri ai Mondiali di Spagna 1982 e si chiude con Italia 90 e l’amara sconfitta dell’Italia nella semifinale a Napoli contro l’Argentina. Cosa ci ricordiamo del calcio di quel decennio? Campioni, fuoriclasse, vittorie e sconfitte ma soprattutto le maglie da calcio che hanno segnato l’immaginario di una generazione.

E non solo nel calcio. Erano anni dove le manifatture italiane avevano rivoluzionato l’abbigliamento del tennis con Fila, Ellesse, Sergio Tacchini e lo sci. Ricordate la finale di Wimbledon 1980 tra Bjorn Borg e John McEnroe? Il primo vestiva Fila e calzava scarpe Diadora, il secondo vestiva Sergio Tacchini e scarpe Nike.

Per quanto riguarda il calcio la sfida del look inizia nel 1972, dove dobbiamo tornare con un’immaginaria macchina del tempo per capire la rivoluzione di Nicola Raccuglia, calciatore delle serie minori che capì per primo l’importanza dello sportswear nel nostro paese. E così con l’operosa collaborazione delle suore di un convento iniziò a sfornare maglie per le squadre da calcio: non le solite divise degli altri colossi come adidas, Puma, Umbro o Admiral, ma un prodotto rifinito e in lanetta (combo lana e cotone) marchiato Ennerre (NR).

A lui si affianca per un periodo brevissimo Maurizio Pouchain con il suo brand omonimo con il pesciolino stilizzato: inizia alla grande nel 1978, ma finisce nel 1981 con i magazzini pieni di materiale e le squadre di calcio che gli voltano le spalle. La sua rivoluzione del marketing e merchandising sportivo mutuata dagli Usa non viene capita. Disegna loghi spettacolari come “l’aquilotto” della Lazio o “il lupetto” della Roma (ma anche quelli di Bari, Palermo, Udinese) che piacciono ai tifosi, vengono tollerati dai presidenti delle squadre perché sono fonte di guadagni insperati, ma osteggiati dalla stampa e dai commercianti.

Quello che ci rimane di Pouchain è la spettacolare maglia ghiacciolo della Roma disegnate da Gratton, autore anche del mitico lupetto giallorosso. E la staffetta con Ennerre avviene proprio nella Capitale nel 1982 con la Lazio che fresca di ritorno in Serie A chiede a Nicola Raccuglia un cambio di look importante. Nasce così la “maglia bandiera” meta celeste e metà bianca con l’aquila blu stilizzata sul petto.

Sono questi gli Anni 80 del calcio italiano: prima appiono gli sponsor tecnici che, per via della “legge olimpica, prima erano vietati e poi gli sponsor di maglia. Le nostre squadre ne fanno una questione di stile e nascono così abbinamenti storici: la Juventus e Ariston, la Roma con Barilla, l’Inter con Misura, il Napoli con Buitoni/Mars, il Milan con Mediolanum, la Sampdoria con Phonola/ERG, la Fiorentina con Opel giusto per citare le principali.

vvv

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