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Tutti i numeri di maglia ritirati nel calcio italiano

Il numero 13 di Astori alla Fiorentina e Cagliari è tra gli ultimi casi. Dallo sport Usa all’Italia: storia e curiosità di questa tradizione

Nel calcio italiano i numeri di maglia ritirati per omaggiare un campione sono una tradizione iniziata dal Milan nel 1997, il giorno dell’addio di Franco Baresi all’attività sportiva. Quella del ritiro è una prassi molto moderna, che segue il cambiamento epocale della numerazione delle divise da gioco: prima del 1995-96 i numeri erano fissi e andavano dall’1 all’11 per i titolari e poi dal 12 per le riserve.

Adesso i numeri sono assegnati in libertà dall’1 al 99 e ogni giocatore sceglie per sé e lo conserva per tutta la stagione se non addirittura per tutta la carriera portandoselo in dote quando cambia club. Per i romantici è stato il primo segno della resa del calcio al marketing, ma per chi è più giovane si tratta della normalità visto che sono più di 25 anni che esistono le maglie personalizzate. Curiosità: i primi numeri sulle maglie da calcio sono comparsi nel 1924 negli Usa.

Il ritiro è un’abitudine mutuata dagli sport americani, dove da molto tempo c’è la tradizione di issare nei palazzetti e stadi le maglie e i numeri dei campioni che hanno costruito la storia della squadra. Ultimo caso i due numeri di maglia di Kobe Bryant ai Los Angeles Lakers ancora prima della sua tragica scomparsa. C’è anche il problema di squadra storiche come Boston Celtics (basket) e New York Yankees (baseball), dove ormai i numeri a disposizione dei nuovi giocatori iniziano a scarseggiare. Ricordiamo anche che nel baseball Mls il numero 42 di Jackie Robinson è stato ritirato da tutte le squadre del campionato per omaggiare il primo giocatore di colore nel campionato professionistico Usa.

Calcio italiano, tutti i numeri di maglia ritirati

Il primo numero di maglia ritirato in Italia in memoria di un calciatore in attività scomparso è quello di Federico Pisani: il suo 14 è da 20 anni circa che non viene più assegnato all’Atalanta. Purtroppo sono molto spesso le tragedie a rimanere impresse nella memoria dei tifosi, come nel caso di Niccolò Galli morto in un incidente con il motorino a soli 18 anni: il suo club, il Bologna, ha ritirato la maglia 27. Stesso discorso per il Brescia con la 13 di Vittorio Mero e la 25 di Piermario Morosini a Vicenza e Livorno, la 30 di Jason Mayélé al Chievo. Tra queste c’è anche la numero 6 del Genoa dell’eroico difensore e capitano Gianluca Signorini. Anche il Cosenza ha ritirato la numero 8 di Denis Bergamini, sfortunato calciatore morto in un incidente ‘auto non ancora chiarito.

Ultima tra queste maglie è la numero 13 di Fiorentina e Cagliari per ricordare la memoria di Davide Astori. Una storia che si incrocia con la maglia numero 13 della Lazio e del Milan indossata da Alessandro Nesta, idolo di Astori da bambino. Come molti anche lo sfortunato calciatore, morto dopo un malore alla vigilia della partita tra Udinese e Fiorentina del 4 marzo 2018, ha scelto come numero di maglia quello del suo giocatore del cuore.

Ci sono anche i casi di numeri di maglia ritirati per omaggiare campioni ancora in vita e come riconoscimento per la loro carriera: è il caso dell’11 di Gigi Riva al Cagliari, il 10 di Roberto Baggio del Brescia, la 10 di Francesco Tavano all’Empoli e la 7 di Marco Rossi al Genoa. La lista continua con la 2 del Bari di Giovanni Loseto, la numero 3 del Vicenza di Giulio Savoini.

E poi ancora la 4 del Siena di Michele Mignani, della Salernitana di Roberto Breda, del Pescara di Vincenzo Zucchini, del Crotone di Antonio Galardo. La maglia 6 del Parma è ritirata per onorare la carriera di Alessandro Lucarelli. Sempre il Genoa ha ritirato il 7 di Marco Rossi. Parleremo anche in seguito di numero 10 famosi, ma segnaliamo che l’Avellino ha ritirato questo numero dopo la morte della vecchia gloria Adriano Lombardi. Il Chievo ha ritirato il 31 del bomber Sergio Pellissier, mentre il Messina lo ha fatto per la 41 di Salvatore Sullo.

Ma ci sono anche numeri di maglia ritirati e poi riassegnati per volere degli stessi calciatori omaggiati: il 10 del Livorno assegnato per sempre a Igor Protti è stato usato da Francesco Tavano, il 6 di Aldair alla Roma è libero dal 2013 e usato ancora da Kevin Strootman e il 3 del Milan di Paolo Maldini è comunque libero di essere assegnato in futuro anche qualora uno dei figli del campione rossonero (e nipote di Cesare, altro mito della difesa del Milan) dovesse giocare in prima squadra: per ora promette bene il giovane Daniel, che ha già esordito in prima squadra, ma c’è anche Christian.

Altra tradizione che unisce molti club in Italia e nel mondo è quella di non assegnare la maglia numero 12 e di fatto ritirarla in omaggio alla curva dei tifosi. “Il dodicesimo uomo in campo” si dice sempre quando si parla del sostegno dei fan allo stadio. Chi ha fatto questa scelta? In Italia: Lazio, Parma, Atalanta, Genoa, Cesena, Palermo, Lecce, Torino e Pescara.

Ritirate le maglie di Baresi e Maldini, di Zanetti e Facchetti

A Milano le due squadre cittadine hanno deciso di ritirare i numeri di maglia di 4 calciatori che sono stati molto amati dai tifosi e dagli appassionati di calcio. Al Milan abbiamo già detto della prima maglia ritirata della storia del calcio italiano: la numero 6 di Franco Baresi seguito poi dalla 3 di Paolo Maldini. Entrambi hanno iniziato la carriera con la numerazione classica 1-11, ma da pilastri della difesa non hanno mai utilizzato altri numeri essendo titolari inamovibili.

Fronte Inter i numeri di maglia ritirati uniscono due grandi campioni: il 3 di Giacinto Facchetti e il 4 di Javier Zanetti. Nel primo caso il riconoscimento è postumo dopo la morte di Facchetti che in base al regolamento non aveva l’obbligo di assegnazione del numero, ma è passato alla storia indossando il 3. Nel caso della maglia 4 di Zanetti si tratta dell’omaggio del club al capitano con una lunghissima militanza in nerazzurro e capitano del triplete del 2010.

Numeri ritirati: il 10 di Maradona e Pelé, il 14 di Cruyff

A livello internazionale esistono 3 miti del calcio che sono stati omaggiati con il ritiro della loro maglia. Si tratta di due numeri 10 come Diego Armando Maradona e Pelé e il numero 14 di Johan Cruyff.

Per il brasiliano Pelé, primo giocatore moderno del calcio mondiale e capace di attirare attenzione anche fuori dal campo come testimonial, il suo storico club non ha mai ritirato il numero 10: il Santos ha recentemente assegnato la maglia a Gabigol. A omaggiare la leggenda del calcio ci ha pensato il Cosmos, la squadra di New York dove Pelé è tornato a giocare dopo il ritiro lanciando negli Usa il soccer.

Per Diego Armando Maradona la storia è diversa: a Napoli la maglia numero 10 è stata ritirata e nessun giocatore potrà più indossarla. E per ora il fuoriclasse argentino non ha intenzione di lasciarla a qualche altro campione.

C’è anche un’altra maglia numero 10 ritirata in onore di un mito del calcio: quella dell’Honved, in Ungheria, per omaggiare la memoria di Ferenc Puskàs. Il migliore di una nazionale tra le più forti in campo tra la fine della Seconda guerra Mondiale e gli Anni 50 del secolo scorso.

L’olandese Johan Cruyff è stato invece un precursore della personalizzazione del campione sportivo introducendo l’uso del numero fisso: lui aveva il 14. Proprio questa maglia è stata ritirata in suo onore e nessuno può più utilizzarla.

In Inghilterra il caso più famoso è la maglia numero 6 del West Ham ritirata per omaggiare Bobby Moore, il capitano degli Hammers che ha vestito i colori del club dal 1958 fino al 1973. Cosa lo lega a Pelé? Il film Fuga per la Vittoria dove le due vecchie glorie hanno recitato in quello che è ancora oggi il miglior film sul calcio.

(prima pubblicazione 7 marzo 2018, aggiornamento 9 marzo 2020)

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Di Marco Scurati

Giornalista. Fondatore del blog "Ama la Maglia" e senior editor.