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L’arte sposa il calcio: maglia dell’AS Velasca 2018-2019

La maglia dell’AS Velasca, club milanese delle serie inferiori, continua la sperimentazione tra arte e calcio. Quest’anno con il disegno di Pascale Marthine Tayou.

 

Il calcio ben giocato emoziona come un’opera d’arte: questa l’idea semplice e romantica di Wolfgang Natlacen e Loris Mandelli, rispettivamente presidente e vice dell’AS Velasca. Le maglie devono trasmettere passione come un quadro nuovo ogni stagione. Un concetto di ritorno alle origini dello sport che è l’esatto contrario delle annuali battaglie dei top club a colpi di sponsor, colori e novità per vendere più maglie.

Il Velasca è un club di calcio di Milano fondato nell’ottobre 2014 con sede sociale in una villetta in zona viale Zara e il campo da gioco in zona San Siro. Gioca nelle serie minori del calcio cittadino. I fondatori sono appassionati di calcio e arte, la dirigenza italo-francese (un’altra sede è a Parigi) arruola un artista ogni stagione per creare le divise con un’idea di calcio sempre diversa. Casacche rigorosamente proposte con i colori sociali bianco e rosso come quelli dello stemma di Milano.

Il primo è stato Regis Seneque con il mattoncino forato sinonimo di prima pietra per costruire una squadra con grandi ambizioni. Poi il collettivo Zevs con un visual che richiama i loghi di Nike e adidas (sponsor tecnici di Inter e, ai tempi, Milan) che grondano colori come sangue. Infine Jiang Li con gli ideogrammi cinesi (un mago e un dragone che sputano palle di fuoco).

Per la stagione 2018-2019 le maglie fornite da Le Coq Sportif sono disegnate dall’artista camerunense Pascale Marthine Tayou, che ha già esposto al Louvre di Parigi nel 2011. La presentazione su un tram dell’Atm per le vie del centro milanese con ultima fermata proprio sotto la Torre Velasca scelta per il nome e lo stemma del club.

La maglia rossa casalinga presenta un grande foro nero. Il disegno sulla maglia bianca da trasferta rappresenta gli organi interni: lo stemma dell’AS Velasca è posizionato nello stomaco per rappresentare proprio il malessere dovuto all’ansia e la passione per il tifo per la propria squadra.

Come ogni stagione le maglie sono prodotte in numero limitato: 200 esemplari. Ogni giocatore ne tiene una, le altre vanno in esposizione in giro per l’Europa e in vendita per finanziare le spese del club milanese.

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