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Juventus, la maglia 2018-2019 con strisce larghe

La maglia della Juventus per la stagione 2018-2019 di adidas è fedele al concetto di “black and white and more” con un design minimal a strisce larghe.

juventus home kit 2018-2019 adidas

La maglia della Juventus 2018-2019 è stata presentata ufficialmente e sarà indossata contro il Verona nell’ultima partita del campionato di questa stagione con relativa festa scudetto. Il kit è fedele al concetto di “black and white and more” e il design molto minimal è un compromesso tra quello storico e l’innovazione. La maglia che storicamente più somiglia a questa è quella del 1997-1998.

In questo senso vanno interpretate le due strisce larghe e nere che sulla parte frontale spezzano il bianco. Le maniche sono completamente bianche. Non piace ai tifosi il ritorno della patch nera lucida con lo sponsor Jeep in bianco scomparsa con la maglia dei Bianconeri 2017-2018. Lo scollo della maglia è a V con un taglio innovativo.

Le tre strisce adidas sono sulle spalle mentre la parte posteriore della maglia prevede un’unica striscia nera al centro e la tabella bianca dove inserire il numero del giocatore. Pantaloncini bianchi con tre strisce adidas ai lati. Calzettoni bianchi con risvolto rigato.

Come per le ultime stagione anche quella 2018-2019 vedrà la maglia bianconera arricchita dai trofei vinti in Italia dalla Juventus. Confermato il posizionamento dello scudetto tricolore al centro tra il logo adidas e quello del club e anche quello della coccarda in alto a destra.

nuova maglia Juve 2018-2019

Svelata anche la numerazione e il font per il nome dei giocatori: la novità è la bordatura argentata dei caratteri. Che saranno inseriti entrambi, numero e nome, nella tabella bianca sulla schiena. Confermato il retro sponsor Cygames, ma solo per le partite della Serie A.

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Di Redazione ALM

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2 risposte su “Juventus, la maglia 2018-2019 con strisce larghe”

Una maglia comunque interessante, ma che non riesce a prendermi. Una modernità che mi sarebbe pure piaciuta – come mi piacque a suo tempo, e parecchio, la “rivoluzione” del ’97-98 -, se non fosse per un paio di note stonate su cui è impossibile lasciare correre: le maniche monocolore (e qui passi pure…), ma soprattutto la toppa del jersey sponsor, toppa che speravo fosse ormai solo un lontano ricordo.

Perlomeno con l’artigianale cotone makò degli anni Ottanta, o con le stampe in sublimatico degli anni Novanta, maglia e toppa erano fatte degli stessi materiali, convivendo abbastanza armoniosamente addosso a Platini o Baggio; oggi, invece, budget e tempistiche ci impongono il (ri)trovarci di fronte a un mix forzato tra tessuto opaco e plastica lucida, che rimane il solito pugno nell’occhio. Eppure credevo che con la maglia 2017-18, finalmente si fosse giunti a un punto di equilibrio tra il bianconero e gli sponsor… bah! Evoluzione positiva, invece, per il nuovo font virato in grassetto, così come per la bordatura lucida che conferisce dei bei tocchi cangianti.

In linea generale, invece, direi che questa casacca è l’esatto manifesto di quel ‘black and white and more’ che già da questa stagione permea la corporate identity bianconera. Ho come l’impressione che questa maglia non rimarrà un esperimento estemporaneo, ma sarà invece l’inizio di una strategia volta a far diventare a Juventus, sul medio-lungo periodo, semplicemente una squadra ‘black and white’, senza più ‘stripes’. Un percorso che porti i torinesi a una dimensione sempre più globale, libera da vincoli passati e/o geografici; un percorso, a ben vedere, già esplicitato a chiare lettere col nuovo stemma, pardon “logo” – per l’appunto.

Insomma, non mi stupirei se tutto ciò ricadesse anche sulla storica maglia bianconera, traghettandoci nell’immediato verso un’epoca fatta di casacche sempre più creative, ai limiti dell’audace, sempre più lontane dalla tradizione che finora abbiamo imparato a conoscere. Una strada che a ben vedere, in anni recenti hanno già percorso altri grandi club europei come Barcellona o PSG; o che pur per diverse ragioni culturali, fa comunque endemicamente parte del calcio tedesco, Bayern in primis. E a dirla tutta, una strada che neanche mi sentirei di rigettare a priori.

La strada presa dalla Juve come club è quella. Non mi stupirei anche di non vedere più giocare (almeno la prima squadra) in Serie A! Il cambio dello stemma con il nuovo logo è un chiaro segno di una politica di internazionalizzazione. Per le maglie dovremo abituarci a mio avviso a giudicare per prima l’identità visiva e non il design: un passaggio delicato perché magari più complicato ai nostri occhi italiani/europei.

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