Tuta da sci e divise Team Italia alle Olimpiadi 2018

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Il Team Italia è alle Olimpiadi invernali di Pyeongchang 2018 con le divise EA7 di Giorgio Armani per le cerimonie ufficiali e le premiazioni sul podio, per le gare le due federazioni Fisi (sport invernali) e Fisg (sport del ghiaccio) hanno scelto Kappa come sponsor tecnico.

Per le discipline alpine le tute da sci Kappa sono identiche a quelle usate in Coppa del Mondo 2017-18 con una grafica che richiama le fibre di carbonio e una colorazione tradizionale azzurra. A differenza di quelle usate in stagione non ci sono i marchi degli sponsor e anche gli Omini di Kappa sono molto discreti e di piccole dimensioni. C’è lo scudetto del Team Italia sull’avambraccio destro.

Per la squadra nazionale di sci di fondo la differenza è una grafica arancione all’altezza di polsi e caviglie. L’abbigliamento per lo snowboard di Kappa prevede pantaloni tecnici larghi e a righe alternare bianche e azzurre con un anello rosso e verde in corrispondenza dei due orli inferiori. La giacca è molto sottile: azzurra con una grafica ITA bianca in verticale sulla schiena. Per slittino, bob e salto con gli sci il colore dominante è l’azzurro. Al sito di Kappa tutte le schede con la presentazione dei modelli.

Le tute da sci del Team Italia a PyeongChang 2018

Le divise storiche degli Azzurri alle Olimpiadi invernali

Gli Azzurri sono sempre stati vestiti di azzurro con il tricolore alle Olimpiadi invernali? Quasi sempre è stato l’azzurro, con varie tonalità, a rappresentare il Team Italia ai Giochi del ghiaccio e della neve. Facciamo un viaggio nel tempo partendo da Calgary 1988, ben 30 anni fa.

Calgary 1988, esplode Tomba “la Bomba”

Alla fine degli Anni 80, dopo i fasti della Valanga Azzurro e Rosa, è il bolognese Alberto Tomba l’uomo sotto i riflettori capace di vincere la medaglia d’oro in slalom gigante e speciale. La Fisi aveva ben 3 sponsor tecnici: Dubin per le discipline veloci, Colmar per quelle tecniche al quale si affiancava Silvy Tricot con i maglioni per lo slalom speciale. Da notare che Tomba sciava senza casco e protezioni negli slalom. Altri tempi.

Albertville 1992: ancora Tomba e spunta Deborah Compagnoni

Alberto Tomba si conferma in gigante in Francia e l’Italia scopre il talento di Deborah Compagnoni, medaglia d’oro nel superG (si farà molto male nel gigante e salterà quasi un anno di gare). Fisi ancora con i 3 sponsor Dubin, Colmar e Silvy. Nello slalom gigante Tomba indossa il casco solitamente utilizzato per le discipline veloci: è stato lui l’anno prima a introdurlo ai Mondiali di Schladming, perché la velocità dei tracciati è sempre più veloce. Nello slalom lo svizzero Pauli Accola introduce l’abitudine di usare la tuta attillata da gigante tra i pali stretti per guadagnare qualche millesimo di secondo. L’Italia con Silvy studia un maglione leggero, attillato da allacciare con il velcro all’altezza dell’addome.

Lillehammer 1994, l’Italia dello sci di fondo domina

Edizione sfasata di due anni dalle Olimpiadi estive: ecco perché adesso l’anno olimpico non è più unico per i Giochi. Si gareggia in Norvegia, patria dello sci nordico. L’Italia vince un record di medaglie ancora imbattuto e scopre le fondiste Di Centa e Belmondo e la straordinaria staffetta maschile capace di battere allo sprint i padroni di casa. Lo sponsor unico è Fila, che vara la tuta da sci unica per tutte le discipline: ormai anche nello sci alpino non cambia l’abbigliamento tra le discese e gli slalom. Il colore è azzurro con una tonalità scura con grafiche tono su tono e viola sulle braccia e le gambe. Le divise per le cerimonie sono invece azzurro “puffo”.

Nagano 1998, ancora Deborah e i ragazzi e ragazze del fondo

Le ultime Olimpiadi di Alberto Tomba, a casa senza medaglie, e di Deborah Compagnoni che si prende l’oro in gigante e l’argento in slalom. Buon bottino per il Team Italia grazie allo sci di fondo. Ancora lo sponsor tecnico unico è Fila con una bella divisa azzurro, con grafica effetto marmo, e bianca. Una delle più iconiche e di successo dei Giochi.

Salt Lake City 2002, le ragazze della discesa fanno il botto

Ci si sposta negli Usa del dopo 11 settembre. C’è una generazione di ragazze dello sci alpino che dominano il podio di super G con l’oro di Daniela Ceccarelli e Karen Putzer e l’argento di Isolde Kostner nella discesa. bene ancora il fondo, oro di Zoeggeler nello slittino e bronzo per Fusar Poli e Margaglio nel pattinaggio. Cambia lo sponsor tecnico: Asics prende il posto di Fila e propone tute da sci azzurre con inserti bianchi. Molto basic e poco vistose, ma tradizionali e iconiche.

Torino 2006, il fondo e il pattinaggio sono una miniera d’oro

Le Olimpiadi di casa, finalmente! Dopo Cortina nel 1956 si torna sulle Alpi italiane con l’edizione di Torino. Lo sponsor per l’evento torna a essere Fila che sforna una divisa unica per lo sci azzurra con pattern a cerchi tono su tono e grafiche a riccioli bianche dove spicca il tricolore. Sono quelle che i fondisti portano sul podio varie volte, quella di Armin Zoeggeler che fa bis d’oro nello slittino. Asics rimane con le tute del pattinaggio su pista dove Enrico Fabris e compagni fanno incetta di medaglie.

Vancouver 2010, lo slalom d’oro di Giuliano Razzoli

Edizione canadese con un solo oro per l’Italia: quello nello slalom di Giuliano Razzoli. Poi qualcosa dallo sci nordico e ancora una medaglia di Zoeggeler. Tanti quarti posti. Lo sponsor tecnico è la francese Vuarnet, che disegna una tuta per tre quarti bianca con una manica e gamba azzurra: una grafica tricolore connota una divisa abbastanza anonima.

Sochi 2014, nel segno di Innerhofer ma senza medaglie d’oro

Si va in Russia per l’edizione più costosa di sempre dei Giochi invernali. Team Italia con qualche freccia nell’arco, ma le speranze di medaglie sono poche. Ci pensa Cristof Innerhofer in discesa e superG a prendersi argento e bronzo e il solito Armin Zoeggeler con un bronzo nello slittino. Prima volta per lo sponsor unico Kappa, che presenta una tuta tecnica da sci dal sapore retrò con una tonalità di azzurro molto chiara e la grafica ITA sulla gamba sinistra. Debutto anche per Giorgio Armani con EA7 per le divise ufficiali Coni.

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2 Replies to “Tuta da sci e divise Team Italia alle Olimpiadi 2018”

  1. Kappa non rischia nulla con sci alpino e pattinaggio velocità, scegliendo di continuare a puntare tutto sulla trama ‘karbon’, al netto di un template minimale all’ennesima potenza; forse si poteva osare qualcosa in più, ma alla fine con la sobrietà raramente si sbaglia.
    In questo senso, trovo abbastanza inutili quelle spruzzate d’arancio affibbiate ai fondisti… o almeno, se si voleva assegnare loro un elemento di differenziazione, avrei preferito ricorrere al bianco e non a un colore completamente estraneo alla nostra tradizione sportiva.

    Alla fine, trovo interessante anche il “gilet” tricolore per lo short track; anche se a questo punto, davanti a tanto sciovinismo, ritengo superflua la scritta “italia” sulla schiena.
    Come gli anni passati, continua infine a non convincermi l’abbigliamento per gli snowboardisti: è sicuramente riconoscibilissimo, tuttavia questo stile simil-marinière io lo associo solo ai francesi e a nessun altro. Interesante, invece, la sigla “ITA” a tutta grandezza sulla schiena.

    Quanto al passato, svetta indubbiamente Fila, nel bene e nel male.
    Nel male, per l’azzurro “puffo” di Lillehammer 1994, inguardabile! 😀
    Nel bene, per le divise di Nagano 1998, con un template assolutamente iconico, diventato da lì in avanti la “firma” dello stile Fila; ne ricordo con piacere anche la variante ‘rosso corsa’ ciclicamente vestita in quegli anni da Ghedina e compagni, un colore perfetto per gli uomini-jet 😉
    Non male neanche le divise realizzate per Torino 2006, con quella grafica “a ricciolo” che all’epoca era peraltro un discreto must nell’abbigliamento sportivo; ricordo in quella stessa Olimpiade le tute di rappresentanza della Rssa, anch’esse marchiate da una simile fantasia.

  2. Comunque Pittin nella combinata nordica sta usando la tuta rossa… Alla faccia di Kappa! Però sono sport, come il pattinaggio velocità, dove sono convinti che il colore influisca sulla prestazione in termini di minimi dettagli. C’è uno studio usato da Under Armour per le tute Usa del pattinaggio che dice che il blu sia più “veloce” degli altri colori!

    Comunque Fila si è guadagnata un posto nell’Olimpo dello sport italiano anche grazie alla presenza in edizioni particolarmente prolifiche di medaglie per gli Azzurri. E come sempre accade le emozioni servono a fissare meglio i ricordi!

    A mio parere le più italiane sono le tute Colmar del 1988 per il gigante (vinto da Tomba a Calgary) e quelle Fila del 2006 (con Zoeggeler e i fondisti). Per la Coppa del Mondo non mi dispiacerebbe vedere il rosso magari con qualche lavoro di design come negli Anni 90!

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