6 Nazioni 2018, le maglie delle nazionali di rugby

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In questa edizione 2018 del 6 Nazioni di rugby l’Italia gioca due gare interne, allo stadio Olimpico di Roma, e tre in trasferta: gli Azzurri aprono contro l’Inghilterra nella prima giornata e chiudono con la Scozia nella quinta giornata. Si fa visita a Irlanda, Francia e Galles.

6 Nazioni 2018, le partite in tv

Il calendario: 4 febbraio alle 16 Italia-Inghilterra, 10 febbraio alle 15,15 Irlanda-Italia, 23 febbraio alle 21:00 Francia-Italia, 11 marzo alle 16 Galles-Italia, 17 marzo alle 13:30 Italia-Scozia.

Le partite del 6 Nazioni 2018 sono trasmesse in tv in chiaro dal canale DMAX, numero 52 del digitale terrestre, 136 di Sky e 28 di Tivù Sat e in live streaming sulla piattaforma web gratuita DPLAY.

Novità tra le divise delle nazionali di rugby

Tante le novità per quanto riguarda le maglie delle nazionali di rugby del 6 Nazioni 2018. L’Italia debutta con il nuovo sponsor tecnico Macron (qui la presentazione della nuova maglia dell’Italrugby), che insieme alla Scozia veste due team. Poi Canterbury conferma la presenza del brand sulle divise di Inghilterra e Irlanda, Under Armour presenta un’interessante divisa per il Galles e adidas è all’ultimo torneo con la Francia, che poi passerà a Le Coq Sportif.

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Nuova maglia per l’Italia del rugby

Per la Nazionale italiana di rugby un ritorno all’abbinamento classico di maglia azzurra, con una tonalità di azzurro più giusta rispetto ai recenti esperimenti di colori “televisivi”, con pantaloncini bianchi e calzettoni azzurri. Impreziosisce questo primo lavoro di Macron la bordatura dorata. Molto interessante anche l’abbigliamento per gli allenamenti della squadra diretta da Conor O’Shea: colore blu navy con dettagli dorati e azzurri. Per chi nota un taschino tra le scapole dei giocatori di rugby la risposta è molto semplice: si tratta dell’alloggio di un piccolo dispositivo GPS.

La Nazionale italiana usa modelli K-Sport. Una scatoletta che pesa circa 65 grammi, 7 centimetri di lunghezza e 5 di larghezza per quasi 2 di spessore. Autonomia di 14 ore della batteria. Il sistema gestionale collegato ai GPS nelle maglie permette di controllare: traiettorie, distanze, velocità e altri parametri fondamentali per l’analisi della partita.

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2 Replies to “6 Nazioni 2018, le maglie delle nazionali di rugby”

  1. Con il classico bianco al posto dell’oro, la nostra sarebbe stata a mio avviso una gran maglia, tra le migliori della storia azzurra. Rimane comunque un ottimo esordio, quello di Macron, che peraltro si riconferma con la Scozia, per me la miglior divisa del 6 Nazioni 2018: ciò al netto di un paio di sbavature come il jersey sponsor colorato e l’assenza dei pantaloncini bianchi, che tuttavia non inficiano troppo sul mio giudizio positivo – tra l’altro, l’abbinamento tra blu navy e dettagli bianco/viola mi ricorda certe away 90s del Tottenham… 😀

    In generale vedo una gran ribalta per Macron, che quest’anno con l’accoppiata italo-scozzese sbaraglia a mio avviso la concorrenza, confermando la crescita che in pochi anni l’ha fatto emergere tra i migliori marchi del panorama rugbistico 😉 Cosa non da poco, per il brand bolognese, in uno sport ancora e decisamente ‘british’.

    Per le altre nazioni, non riesco a esprimere simili apprezzamenti. La sola a spiccare è il Galles con Under Armour, grazie a una divisa, come hai giustamente scritto, davvero interessante; tuttavia dagli spalti, temo che l’impressione sarà quella di una “semplice” maglietta rossa… Mentre trovo senza infamia e senza lode le proposte Canterbury per Inghilterra e Irlanda.

    La sola che boccio è la Francia: quel template adidas non mi è mai piaciuto – sia per le stripes a mo’ di bretelle, sia per l’insipida scelta del monocolore (già vista negli anni scorsi con l’Italia) -, in più quest’anno c’è quel pattern troppo arzigogolato ai miei occhi. E’ ormai dalla precedente éra Nike che non riesco più ad apprezzare un kit dei Bleus; fin qui, per me, adidas abbastanza deludente con l’Equipe.

  2. Concordo su tutto. E rilancio con le pagelle di questo 6 Nazioni.

    7 a Macron – Due squadre su sei partecipanti, un lavoro avviato con la Scozia e che migliora di anno in anno. Con l’Italia un back to basis che è solo il primo di una serie di lavori che ci lasceranno stupiti. E un posizionamento sul mercato internazionale che vede Macron terza in Europa dopo Nike e adidas nel calcio e ai primi posti nel rugby.

    6 a Under Armour – Ancora un lavoro ben fatto, ma che non scalda i cuori. E questo diventa un problema per un brand che quando osa va anche oltre (come per i college Usa) e quando non osa fa un compitino ben fatto, ma nulla di più. L’estetica è il tallone di Achille di un brand che non si discute per gli sforzi e le soluzioni in ricerca e sviluppo. Nota polemica: la notizia in Galles sarebbe quella di non vendere maglie di rugby ai tifosi…

    5 a Canterbury – 12 divise in pochi anni per l’Inghilterra e tifosi e giornalisti si domandano il perché di questa super produzione, se non un motivo di pura vendita. Comprensibile che una nazionale “tutta bianca” possa mettere in ansia i designer. Ma nel caso inglese parliamo dei padri del rugby… Per l’Irlanda un compitino senza infamia, ma senza lode.

    4 ad adidas – Ultima maglia per la Francia e una scelta estetica e cromatica discutibile, più vicina ai canoni del rugby seven che a quello del 6 Nazioni. Sulla falsariga di quanto fatto in pochi anni con l’Italia la strategia sembra essere stata: o rompo le regole e vendo maglie ai tifosi o lascio la partnership e recupero soldi per tenermi gli All Blacks. Per Le Coq Sportif la prossima maglia dei Galletti sarà comunque un successo!

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