Dopo 20 anni di contratto adidas lascia il Milan

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La notizia è sull’edizione della Gazzetta dello Sport del 10 ottobre: il contratto tra Milan e adidas per la sponsorizzazione tecnica dei Rossoneri si chiuderà a fine stagione nel 2018.

L’accordo sarà chiuso anticipatamente e dopo 20 anni esatti. Questo grazie a una clausola pattuita con la vecchia proprietà che permette ad adidas di interrompere il contratto prima della sua scadenza nel 2023 come da accordi del 2013. Con la nuova proprietà la data era stata fissata al 2019, ma con clausola di uscita già dal 2018.

La notizia di problemi al contratto tra Milan e adidas circola con insistenza già da maggio (fonte La Repubblica). Si parlava la scorsa primavera di rinegoziare l’accordo. Oggi si è certi della rottura. Ma adidas ufficialmente non commenta le indiscrezioni.

Il contratto che lega il Milan ad adidas è di 19,6 milioni (fonte Sole 24 Ore) a stagione. In Serie A il brand veste anche la Juventus per una cifra di 23 milioni all’anno. In caso di rottura con il Milan rimarranno solo i Bianconeri nella scuderia delle 3 strisce in Italia? Anche in questo caso non ci sono notizie, ma il Napoli chiude il contratto con Kappa (8 milioni a stagione) nel 2020. E potrebbe essere un club di sicuro interesse per adidas.

Ma vediamo un po’ di storia e ipotizziamo delle linee di eventi. adidas ha vestito i Rossoneri di Milano in due periodi: dal 1978 al 1980; dal 1990 al 1993 e dal 1998 a oggi. Il club avrebbe già ricevuto le proposte di altre tre aziende di abbigliamento sportivo e con una di queste la trattativa è in fase avanzata, come riporta il Corriere della Sera nell’edizione cartacea del 10 ottobre.

Il nuovo sponsor tecnico del Milan dovrebbe essere annunciato nella pausa invernale del campionato, quindi a cavallo tra dicembre 2017 e gennaio 2018. A livello di vendite i Rossoneri sono sedicesimi in Europa: nella stagione 2016-2017 hanno venduto circa 200.000 maglie. La Juve ne vende circa il doppio.

Chi sono queste aziende? I nomi che circolano sono quelli di due aziende statunitensi: Under Armour e New Balance. Due brand Usa che cercano visibilità anche in Italia in Serie A dopo aver già fatto capolino in Premier inglese e Liga spagnola (e in maniera minore in Germania e Francia).

Manca un nome nel terzetto: chi? Da escludere Puma, che dopo Lazio e Palermo è uscita dal mercato della Serie A rimanendo però partner tecnico della Figc e quindi delle Nazionali italiane. Fuori dai giochi anche Nike che veste già Inter (contratto da 17,7 milioni) e Roma (5 milioni a stagione). Anche per ragioni di esposizione del marchio: due squadre rivali a Milano con lo stesso sponsor tecnico non porterebbero benefici.

Outsider ci sono? Il terzo nome potrebbe essere una mossa tattica del Milan per accrescere l’interesse. I candidati sono marchi con una capacità di spesa da oltre 20 milioni a stagione e una rete distributiva e di vendite globale. I premium brand italiani della Serie A sono lontani da queste cifre: Macron spende 4,7 milioni in questa stagione per Bologna, Cagliari, Lazio e Spal; Kappa ne spende 13,1 per Napoli, Torino e Sassuolo; Lotto 1,3 per il solo Genoa. Possono rientrare tra i candidati Umbro, Joma e Le Coq Sportif? No, perché al massimo dei loro sforzi spendono 3 milioni per club a stagione.

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