Baseball, i numeri di maglia compiono 100 anni

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Baseball, numeri di maglia compiono 100 anni

La stagione 2016 della Major League festeggia un centenario: i numeri di maglia nel baseball compiono 100 anni. Sono però comparsi prima nella Atlantic League sulle divise dei Reading Red Roses nel 1907. Seguiti nel 1909 dalla squadra itinerante dei Cuban Stars come documentato da una foto pubblicata sul Chicago Daily News. Due riscontri storici importanti per questo post.

Il centenario si riferisce dunque solo alla Mlb. Nel 1916 i Cleveland Indians provano per la prima volta ad aggiungere i numeri sulle divise (sulle maniche, numerazione dall’1 all’8) per riconoscere i giocatori in campo come si faceva nel football e nell’hockey su ghiaccio. La novità non suscita entusiasmo e viene presto abbandonata. Poi nel 1929 ci riprovano i New York Yankees e ancora gli Indians con maggiore successo ed emulazione da parte delle altre squadre.

La prima squadra Mlb pronta a scendere in campo con le maglie numerate sulla schiena sono gli Yankees il 16 aprile 1929, ma la pioggia blocca la partita facendo così debuttare gli Indians lo stesso giorno — ma con orario differente — come prima squadra a giocare una partita ufficiale di Mlb con i numeri sulle maglie dei giocatori. Non più sulle maniche, ma sulla schiena. Il 13 maggio 1929 la prima partita con entrambe le squadre in campo numerate: Indians contro Yankees. I numeri sulle maniche? Oggi solo i Philadelphia Phillies li usano ancora.

Sempre Philadelphia, ma anno 1937. Con l’ultima squadra — i Philadelphia Athletics, sia con le maglie home e road numerate — finalmente tutti i team della Mlb hanno i numeri sulla schiena dei giocatori. Poi nel 1952 i Brooklyn Dodgers sono la prima squadra ad aggiungere i numeri frontali sulla maglia. Nel 1960 il proprietario dei Chicago White Sox decide di aggiungere anche il nome dei giocatori sulla schiena per aiutare il pubblico che guarda le partite in tv. Sono gli anni del boom del baseball in televisione.

Ma torniamo a New York. Nel 1939 gli Yankees ritirano già il primo numero di maglia: il 4 di Lou Gehrig, giocatore di baseball che con la sua morte ha portato l’attenzione sulla malattia che lo ha stroncato (la Sla, la sclerosi laterale amiotrofica). Insieme a Babe Ruth, con la maglia numero 3 degli Yankees, formava il duo di battuta seguendo le regole dettate dal team per la scelta dei numeri di maglia. Schema rigido: in campo dall’1 all’8, il 9 e 10 assegnati ai giocatori di rincalzo in panchina.

Il problema è che in 100 anni di numeri di maglia nel baseball i New York Yankees ne hanno ritirati molti: con il sicuro ritiro del numero 2 di Derek Jeter, quando deciderà di smettere, non ci saranno più maglie dall’1 al 9 per i nuovi giocatori. Addirittura gli Yankees hanno ritirato quattro volte il numero 42: tre per i giocatori storici della squadra — l’ultimo 42 è Mariano Rivera — e uno per Jackie Robinson, primo giocatore di colore a giocare nelle major e omaggiato dalla lega che ha deciso di non assegnare mai più il suo numero in futuro.

Curiosità e usanze attuali del baseball. La scelta del numero, per un giocatore di baseball della Mlb, è libera per qualsiasi combinazione a due cifre. Ma spesso i rookie non posso scegliere e gli viene assegnato un numero. Se va bene se lo tiene per tutta la permanenza in squadra. Altrimenti al secondo anno lo cambia con uno di suo gradimento: come Marcus Stroman dei Toronto Blue Jays, che ha cambiato il 54, assegnatogli al primo anno in Canada, con il 6.

I numeri di maglia nel baseball compiono 100 anni. Ma gli altri sport? Facciamo un paragone con il calcio: i primi numeri di maglia si vedono nel 1924 negli Stati Uniti d’America per la US Cup. In Europa arrivano nel 1928 con gli esperimenti di Arsenal e Chelsea. Solo nel 1933 si gioca la prima partita con 22 giocatori in campo con i numeri di maglia: Manchester City contro Everton nella finale di FA Cup. Dal 1939 i numeri di maglia (dall’1 all’11) diventano obbligatori per il campionato inglese (e poi nel resto d’Europa). Dal 1993 la federcalcio d’Oltremanica autorizza l’uso di una numerazione personalizzata dall’1 al 99.

Passiamo ai Mondiali di calcio che prevedono di assegnare una numerazione fissa ai 22 giocatori convocati dalle rappresentative nazionali solo nel 1954 con l’edizione che si gioca in Svizzera e vinta dalla Germania Ovest, nella famosa finale di Berna (prima volta ufficiale per la maglia verde per i tedeschi in semifinale). Dall’edizione Usa nel 1994 il numero viene replicato anche frontalmente oltre che sul pantaloncino e viene aggiunto il nome dei giocatori sulla schiena.

Nel rugby bisogna andare indietro nel 1897 per la partita tra Nuova Zelanda e Queensland a Brisbane: una squadra in campo dall’1 al 15 e l’altra dal 16 al 30. Sarà solo dal 1950 che diventerà una regola avere numeri di maglia assegnati per ruolo dall’1 al 15 per le due squadre in campo.

Nel basket Nba i nomi dei giocatori sulla canotta vengono aggiunti negli Anni 60 del secolo scorso seguendo il felice esperimento del baseball. Nel football Nfl i nomi dei giocatori sono aggiunti solo a partire dal 1970.

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