Designer emergenti, le maglie del Pergo di Christopher Loretti

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Come nasce una maglia da calcio? Una domanda alla quale risponde uno dei designer emergenti nel panorama italiano dell’abbigliamento tecnico sportivo: Christopher Loretti. Nell’intervista concessa al blog Ama la Maglia, al quale Christopher partecipa con i suoi commenti, ci svela come ha realizzato le nuove maglie della Pergolettese, squadra lombarda che partecipa al campionato di Serie D. Le divise prodotte dallo sponsor tecnico Garman sono innovative perché rompono con la tradizione del club come i tifosi hanno potuto vedere all’evento di piazza del Duomo a Crema con Anna Falchi in veste di madrina della serata.

Christopher prima di tutto raccontaci chi sei e come sei riuscito nell’impresa di disegnare le maglie della Pergolettese per il terzo anno di fila.

Sono un graphic designer classe ’86 con diploma accademico in Grafica e Comunicazione e laurea in Beni Culturali. Appassionato di calcio e sport in generale, mi definirei un cultore delle maglie da calcio. Questa mania la credo sia innata, in quanto sin dalla più giovane età mi dilettavo a riprodurre in appositi quaderni le casacche delle varie squadre; da lì ad inventarne di mie, secondo i miei gusti e la mia fantasia il passo è stato breve.

Nella vita di tutti i giorni però non disegni solo maglie da calcio: giusto?

Nella vita mi occupo di grafica e lavoro in un’azienda che opera nel settore della meccanica di precisione e dell’automazione, di cui curo l’immagine e la comunicazione. Oltre a ciò collaboro all’occorrenza con la Pergolettese per la progettazione di visual, locandine, tessere abbonamento e… divise da gioco. Tutto iniziò quando mi proposi per disegnare le magliette nel 2010/11, ma la collaborazione non andò in porto.

La stagione successiva l’allora Pergocrema cambiò proprietà e riuscii a far incontrare i nuovi dirigenti con i responsabili della Navaho SportsWear (già sponsor di Lecco e Italia Beach Soccer) con i quali avevo contatti, in quanto rapportai il case history di questo brand alla mia tesi relativa a Gli sponsor “nel pallone” – grafica, comunicazione e sponsorizzazione nel mondo del calcio. Progettai la maglia per l’80° di fondazione, ma a fine stagione il club fallì; di conseguenza anche stavolta tutto si concluse con un nulla di fatto.

Nel 2012/13 rinasce la Pergolettese e la nuova proprietà si incontra con i tifosi per presentarsi, conoscere meglio l’ambiente cremasco e ascoltare eventuali richieste. Ecco allora la proposta da parte mia di disegnare a nome della tifoseria le maglie dell’80°, che cadeva il 12 novembre 2012. I vertici societari accettano, mi mettono in contatto con il nuovo sponsor tecnico Garman e così disegno l’intero kit da gioco celebrativo che poi effettivamente Garman andrà a produrre. Le divise e il mio modo di lavorare piacciono, così la collaborazione per progettare anche quelle delle stagioni successive prosegue, fino ad arrivare alla stagione appena iniziata.

Parliamo delle nuove maglie del Pergo: quando hai preso in mano la matita per lavorarci?

Il design della maglia 2015/16 non è stata un’illuminazione o scelta dell’ultimo momento, ma era già da un anno o poco più che mi frullava per la testa. Diciamo che non era l’unico stile che avevo in mente, ma alla fine l’ha spuntata questo con corpo giallo e maniche blu.

Raccontaci dove nasce l’ispirazione per il design della maglia.

L’ispirazione per la maglia home c’è e non c’è, nel senso che il Pergocrema/Pergolettese una maglia di questo genere non l’ha mai avuta nella sua storia. Mi riferisco in particolar modo alle maniche blu su corpo giallo, solo una volta le maniche sono state a contrasto (inizio anni ’70) ma a colori invertiti rispetto a questa stagione. Anche le pin-stripes (che poi non sono così “pin”) non sono mai state presenti sulle maglie del club cannibale (dal soprannome/nick-name della tifoseria).

In definitiva è una maglia tradizionale per linearità e colorazione, ma innovativa nel design. Dopo cinque stagioni di colletto a polo e a giro si è tornati allo scollo a “V” blu con rigatura bianca a richiamare la diagonale dello stemma societario (discorso simile, ma molto più diretto, era già stato fatto con la divisa 2013/14). Sul retro sotto il colletto trova spazio il 1932, anno di fondazione del club. La font dei numeri è molto particolare, infatti è la stessa presente all’interno del quadrante degli orologi GaGà Milano, main sponsor della Pergolettese da tre stagioni.

A rompere del tutto con la tradizione è la maglia da trasferta, per la quale il colore scelto è stato il verde. Si è deciso per questa colorazione perché è data dall’unione del giallo e dal blu; queste due tinte trovano spazio nella parte alta della maglia sotto forma di bande orizzontali. Dettagli, sponsor e font sono gli stessi presenti nella maglia home. La casacca da portiere è completamente rossa con colletto a “V” blu, mentre sponsor e numeri sono gialli. Questa divisa è in toto opera dei designer Garman.

Perché la Pergolettese e Garmin danno spazio alla fantasia di un designer locale e tifoso?

Credo che mi diano spazio perché conosco i gusti e le esigenze della piazza cremasca. Essendo poi tifoso del Pergo e appassionato di maglie da calcio cerco di non lasciar nulla al caso durante la progettazione delle divise, andando anche a documentarmi su quelle utilizzate in passato.

Penso che tutte le società prima di approvare i kit da gioco (soprattutto quello casalingo) proposti dallo sponsor tecnico debbano assicurarsi che siano in linea con la tradizione del club; dove possibile sentire il parere dei tifosi, anche perché sono loro i custodi della storia e delle tradizioni del club e, fattore non secondario, saranno poi loro ad acquistare le magliette.

Nessuno ti hai mai fatto notare che la maglia ricorda vagamente quelle della Svezia degli Anni 80 o quelle del Chievo dei primi Anni 2000?

No e… sì! Nessuno mi ha ancora paragonato la nuova maglia della Pergolettese a quella della Svezia anni ’80; mentre si, qualcuno l’ha rapportata al Chievo anni 2000. Altri invece mi hanno fatto notare che per via delle pin-stripes e della colorazione ricorda la maglia da trasferta dell’Hellas Verona scudettato. Diciamo che volendo può ricordare alcune divise dell’Arsenal da trasferta. Sarebbe comunque, credo, un discorso infinito… il calcio esiste dal oltre 150 anni e ormai quasi tutti gli stili di maglia sono stati proposti, quindi è ovvio che delle somiglianze tra le divise delle varie squadre ci siano, è inevitabile. Sta poi alla bravura dei vari designer cercar di tirar fuori qualcosa d’interessante, in linea con la tradizione e che piaccia. Spero di esserci riuscito!

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