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Tutta colpa di un canottiere: eroi e pionieri del calcio in Italia

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Le origini del calcio nel nostro Paese nell’ultimo libro di Enrico Brizzi “Il meraviglioso giuoco. Pionieri ed eroi del calcio italiano 1887-1926”.

Siamo nel 1887 a Torino: Edoardo Bosio, ragioniere di ritorno da un periodo di lavoro a Nottingham, decide di dedicarsi anche in Italia a uno sport amato in Gran Bretagna: il football. Era tornato a casa con un paio di palloni di cuoio e camera d’aria in gomma “all’Inglese”. Ma prima diventa socio e pratica il canottaggio alla Società Canottieri Armida nata proprio nel capoluogo piemontese nel 1869 e tra le prime in Italia.

Tra pionieri ed eroi c’è un canottiere di Torino: Edoardo Bosio

Bosio con i colleghi inglesi della filiale dell’azienda tessile Thomas & Adams inizia a giocare a calcio e fonda la società sportiva Football & Cricket Club Torino: canottaggio in estate e football in inverno. I pionieri del calcio in Italia sono dunque dei canottieri con la complicità di lavoratori stranieri. Due dettagli di non poco conto e che spostano luoghi e date sulla nascita del calcio in Italia da Genova al Piemonte.

Il primo insediamento del calcio in Italia è proprio a Torino come riporta il libro “Storia sociale del calcio in Italia” di Papa e Panico (Il Mulino). Era la città con l’aristocrazia meno pigra d’Italia e a Torino erano già nati la prima società di ginnastica (1844) e il Club Alpino Italiano (1863). Inoltre il parco del Valentino e il fiume Po erano una risorsa per giochi e sport all’aria aperta.


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La diffusione del calcio in Italia e nel mondo fu favorita dove già esistevano precedenti di associazionismo sportivo: circoli nautici e di canottaggio, società di scherma e ginnastica e le associazioni ciclistiche. Non esisteva uno sport a livello nazionale e il football prendeva piede dove trovava spazi. Compresi i campetti defilati nelle aree portuali di Genova, Livorno, Napoli e Palermo: erano però solo partitelle tra marinai inglesi e non hanno aiutato la diffusione del calcio in Italia.

Torino era anche centro di commercio con molte aziende svizzere e inglesi. Messi insieme da Edoardo Bosio per le partite. Della squadra Football & Cricket Club Torino sappiamo che aveva camicia a righe rossonere con il colletto bianco, un berretto in testa e calzoni lunghi. In squadra anche il marchese John Savage, detto Jim, che nel 1903 cambierà per sempre i colori della Juventus dal rosa al bianconero intercettando dall’Inghilterra una fornitura di maglie del Notts County.

I pionieri ed eroi del calcio nel libro “Meraviglioso giuoco” di Enrico Brizzi

Il calcio romantico e delle origini rivive nel libro di Enrico Brizzi “Il meraviglioso giuoco. Pionieri ed eroi del calcio italiano 1887-1926” (Laterza). Si parte dal canottiere Edoardo Bosio a Torino passando dal Duca degli Abruzzi per arrivare al primo scudetto vinto dal Genoa nel 1898. Si parla anche dei calciatori caduti nella Grande Guerra del 1915-18 fino all’avvento del fascimo e la fine delle libertà.

Dal 1926 sarà un altro calcio con la Carta di Viareggio come scrive John Foot nel libro “Calcio” (Rizzoli storica): introduzione del professionismo, divieto di giocatori stranieri e campionati di Serie A e B. In appena 30 anni si è passati da un canottiere di Torino, tra eroi e pionieri, a uno sport professionistico di massa.

Di Marco Scurati

Ho aperto il blog "Ama la Maglia" nel 2010. La maglia del cuore? Quella della Danimarca ai Mondiali di calcio 1986.