L’abbigliamento a compressione muscolare aiuta?

Square

abbigliamento-compressione-muscolare

Molti professionisti e amatori si allenano indossando abiti tecnici con zone di compressione muscolare. Uno studio Usa ripreso dal New York Times solleva interessanti punti di vista.

Un outfit sportivo che ha il miraggio di migliorare le prestazioni durante l’esercizio fisico e la velocità di recupero. Vero, falso? Il mito dell’abbigliamento super-aderente al corpo è stato esaminato da recenti studi. La conclusione è un nulla di fatto: non migliorano le prestazioni durante lo sforzo atletico e non aiutano il recupero dopo l’allenamento.

Lo scopo della compressione muscolare è quella di aumentare la circolazione del sangue e dunque l’ossigeno per migliorare la prestazione sportiva. Inoltre l’indumento molto aderente al corpo migliora la propriocezione, cioè la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli, anche senza il supporto della vista, durante il movimento. E sempre l’effetto di compressione muscolare agisce come un massaggio al termine della prestazione aumentando il flusso di sangue nei muscoli per smaltire meglio e in tempi minori la fatica.

Ecco cosa dicono i test sulle calze a compressione muscolare

Le prove però a sostegno di questi benefici sono (sarebbero) solo parole. Un nuovo studio pubblicato su “The International Journal of Sports Physiology and Performance” dal dottor Abigdal Stickford della Indiana University entra nel dettaglio. Ha condotto un test con 16 runner con le calze lunghe a compressione prima e dopo l’esercizio. Nessuno di loro ha evidenziato variazioni significative nella performance in termini di ossigeno utilizzato durante lo sforzo (eseguito su tapis roulant e monitorati).

Le maglie e pantaloncini a compressione muscolare funzionano?

Non solo, nel 2013 uno studio ha testato l’efficacia dei pantaloncini a compressione muscolare evidenziando che non solo la circolazione del sangue non aumenta durante lo sforzo ma addirittura c’è una minore ossigenazione del muscolo più profondo.

Ma ci sono stati anche test positivi sull’abbigliamento tecnico a compressione. Per esempio nel basket e l’atletica leggera dove una trentina di studi ha dimostrato che possono aiutare le prestazioni e il recupero dopo lo sforzo. Come anche negli sport di sollevamento e lancio di pesi.

Come però funziona la compressione muscolare dei vestiti è un mistero, che forse ha una soluzione solo nella mente di chi li indossa mentre è sotto sforzo. Forse le aspettative molto grandi che gli atleti hanno nel vestire questi indumenti super-tecnici e tecnologici altera la percezione del risultato.

Se “ci credi” allora vesti abbigliamento a compressione muscolare

La conclusione è di Billy Sperlich, professore di scienze motorie all’Università di Würzburg in Germania: “Chi sente e crede che le proprie prestazioni migliorino indossando indumenti a compressione muscolare continui a indossarli”. E stiamo parlando del 50% delle persone coinvolte nei vari test. Il 30% rimane indifferente e il 20% non ama indumenti così stretti.

L’unica indicazione certa è che per fare sport bisogna indossare indumenti tecnici che vestano alla perfezione e aderenti al corpo: con o senza compressione muscolare. Lo dice il professor Sperlich.

Nessuna conseguenza fisica dunque per chi sceglie di allenarsi o gareggiare con outfit tecnici a compressione muscolare. Mentre semaforo verde ai tessuto tecnologici che permettono maggiore traspirazione ed evitano spiacevoli effetti sulla pelle bagnata dal sudore.

Lascia un commento