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Maglie con maniche, servono a poco: giocatori Nba le odiano

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I giocatori si lamentano della maglia Nba da basket con le maniche corte: perché? Per la Nba si tratta di una evoluzione dell’abbigliamento sportivo: è successo negli altri sport ed è normale che la cosa capiti anche nel campionato di basket pro americano.

Giocatori tramano contro le maglie Nba con le maniche

L’ultima evoluzione delle divise da basket Nba? I pantaloni lunghi fino al ginocchio — novità arrivata nella Nba, ma introdotta dai giocatori del basket college Ncaa — e le scarpe colorate grazie alla partnership tra Michael Jordan e Nike che ha davvero rivoluzionato l’immagine del basket Nba e del merchandising legato ai suoi giocatori.

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Poi è arrivata “la manica” introdotta da Allen Iverson nella stagione 2000-01 dopo una borsite al gomito e subito diventata un placebo per lo stesso Iverson e per molti altri giocatori da Ray Allen, Carmelo Anthony, Dwyane Wade, Kobe Bryant fino a LeBron James. Per tutto il decennio è la manica elastica è stato il gadget più venduto anche ai tifosi e per molti giocatori: un elemento indispensabile del guardaroba anche per coprire i tatuaggi che la Nba ritiene offensivi.

Perché allora i giocatori si lamentano delle maglie da basket Nba con le maniche? Perché la novità non arriva da loro: non si tratta di una moda che hanno lanciato e che si è allargata a macchia d’olio tra le loro squadre e i loro tifosi. E’ solo una mossa di marketing studiata a tavolino tra Nba e adidas per vendere più maglie ai tifosi. Che ovviamente hanno difficoltà a comprare e mettersi le canottiere: molte città degli Usa con un team Nba sono in zone fredde e la maggior parte delle partite si gioca in inverno; nelle città calde la forma fisica XL della maggior parte dei tifosi non aiuta le vendite.

Le novità nell’abbigliamento Nba servono dunque a poco se non hanno il via libera dei giocatori? La risposta è no, ma in pratica la Nba in caso di lamentele diffuse e critiche via social network — come LeBron James via Twitter — è disposta alla retromarcia. Un esempio è la decisione di valutare dopo l’All Star Game 2013 il futuro delle maglie con le maniche mentre le canottiere con i nickname dei giocatori di Miami e Brooklyn sono state un successo. Guarda a caso un’idea nata nello spogliatoio dei Miami Heat del best seller di maglie Nba che risponde al nome di LeBron James.

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Di Marco Scurati

Ho aperto il blog "Ama la Maglia" nel 2010. La maglia del cuore? Quella della Danimarca ai Mondiali di calcio 1986.

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