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Abe van den Ban, “Un venerdì con i baffi” da record!

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Abe van den Ban: testimonial ideale di Movember, un progetto nato nel 1999 in Australia per il mese di novembre. Si fanno crescere i baffi per chiamare l’attenzione su una causa molto importante: il cancro alla prostata. Sensibilizzare l’opinione pubblica e i fondi per la lotta contro un tumore che colpisce gli uomini. Il blog “Ama la Maglia” ha lanciato l’appuntamento “Un venerdì con i baffi” e non poteva mancare all’appuntamento con un vero fuoriclasse dei mustacchi: l’olandese Abe van den Ban.

Abe van den Ban, il mito dell’olandese baffuto per Movember

Il calciatore non è famoso per i trofei vinti in campo, ma per i baffi da Hercule Poirot. Abe van den Ban è diventato una leggenda nell’Haarlem per poi giocare con FC Amsterdam, BVCAmsterdam e AZ ‘67. Il picco della sua carriera nel 1974/75 quando, con la squadra di Amsterdam, è stato protagonista nel doppio match di Coppa Uefa contro l’Inter con l’uscita di scena dei nerazzurri. La Copa, azienda olandese di fashion legata al mondo del calcio, ha proprio utilizzato le figurine di Abe van den Ban per una t-shirt speciale dedicata a Movember.

Il calciatore con i baffi più bizzarri dello sport: Abe van den Ban ha ispirato un giovane Ruud Gullit

Perché Abe van den Ban è il testimonial ideale di Movember e della rubrica del blog? Con i soldi guadagnati facendo il calciatore ha voluto aprire un negozio da barbiere e mentre era ancora in attività ha pensato a una forma molto semplice di marketing: farsi cresce i baffi in versione XL. Ma c’è un’altra storia legata ad Abe van den Ban: alla fine della sua carriera ad Haarlem ha svezzato una giovane manciata di futuri fuoriclasse. Tra di loro c’era anche un quasi imberbe Ruud Gullit che, ispirato da Abe van den Ban, ha iniziato a farsi crescere un accenno di baffi poi diventati un segno particolare del look di Gullit negli anni al Milan e alla guida dell’Olanda.

“Un venerdi con i baffi” story:

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Di Marco Scurati

Ho aperto il blog "Ama la Maglia" nel 2010. La maglia del cuore? Quella della Danimarca ai Mondiali di calcio 1986.

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