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Rugby, sponsor di maglia: la Francia dice ancora “no”

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Francia del rugby ancora senza sponsor di maglia. Il XV francese è l’unica squadra di vertice senza un marchio commerciale sulle divise. Le maglie passano come gli sponsor, il simbolo rimane: questo il concetto. E dopo 12 stagioni con Nike è ora di tornare con adidas – come l’Italia –, che vestirà di nuovo la Francia per il primo test-match autunnale contro l’Australia a Parigi. Dopo la prima divisa blu c’è anche quella bianca di riserva: denominatore comune la banda con il tricolore sulle clavicole.

Francia del rugby è l’ultima nazionale a giocare con una divisa pulita

I francesi sono rimasti come l’ultimo dei mohicani dopo che, a settembre, gli All Blacks hanno firmato un contratto con Aig, che comparirà come jersey sponsor sulle maglie dei campioni del mondo. “Non ho certo cercato io questa solutidune – ha dichiarato Pierre Camou, presidente federugby della Francia alla Afp –. Per me la maglia è un simbolo di una nazione e non un cartellone pubblicitario”.

adidas torna come sponsor tecnico della Francia e rimette il tricolore sulla maglia

Pierre Camou aggiunge: “La maglia è come i gioielli di famiglia: sono l’ultima cosa da vendere e bisogna trovare nuove soluzioni economiche per mantenere sana e solida la nazionale di rugby”. Il progetto è quello di uno stadio solamente per la Francia del rugby che porti tanti ricavi. La FFR incassa ogni anno dagli sponsor 5 milioni di euro. adidas, Renault, GMF, Société Générale e Orange sanno benissimo che il loro marchio non appare sulle maglie della Francia(tranne quello dello sponsor tecnico). adidas è stato lo sponsor tecnico dei Bleus per la prima volta nel 1974 e il nuovo accordo è fino al 2018. Da segnalare una curiosità: la banda con il tricolore francese è stata proposta nella prima maglia con il blu in alto come anche per la seconda.

 

 

2 risposte su “Rugby, sponsor di maglia: la Francia dice ancora “no””

La maglia è un monumento e non un cartellone pubblicitario. Parole semplici per un concetto semplice ma incredibilmente dimenticato.
“I gioielli di famiglia sono l’ultima cosa da svendere” e bisogna trovare altre forme di finanziamento. Un discorso degnissimo e lungimirante come pochi, questo del presidente federale francese. Lo ricorderò a chiunque sostiene che gli sponsor mantengono il calcio (e il rugby) e dunque bisogna concedergli spazio vitale (come ai nazisti).
Bravò (con l’accento sulla O)

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