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Nfl, Manning ai Broncos: ultima divisa Reebok


Denver ha presentato il quarterback ex Indianapolis a pochi giorni dall’era Nike, nuovo fornitore della lega pro’ di football. Le nuove maglie solo il 3 aprile.

Fonti del post:
uni-watch.com
americaalmassimo.gazzetta.it

Conferenza stampa con la maglia dei Denver Broncos al centro della scena. Per due motivi. Il primo è la presentazione del veterano Peyton Manning con 14 anni di carriera ai Colts, che lo hanno scaricato dopo un anno di stop per guai fisici. Per lui maglia con il “suo” numero 18: la divisa è già del colore 2012/13 arancione invece che blu. Ovviamente un vecchio modello Reebok: Nike subentra a partire da aprile e la presentazione di tutte le uniforms Nfl sarà a New York il 3 aprile.


Il secondo motivo è il rampante Tim Tebow, che certamente lascerà Denver e con lui anche un bel po’ di maglie vendute. Da due anni i fan del quarterback e ultrareligioso sono comprate soprattutto dalla Florida via web (al college ha giocato ai Gators). Reebok si è guadagnata una giornata extra di gloria. Nike ha fatto sapere che fino ad aprile non si espone sull’argomento Nfl e la stessa lega pro’ ha dichiarato che ogni team decide come organizzare le conferenze stampa. E Denver ha puntato tutto sulla maglia orange crush!

Di Marco Scurati

Ho aperto il blog "Ama la Maglia" nel 2010. La maglia del cuore? Quella della Danimarca ai Mondiali di calcio 1986.

9 risposte su “Nfl, Manning ai Broncos: ultima divisa Reebok”

a proposito di reebok, ritengo che negli ultimi anni questo marchio sia visibilmente scaduto, pensando soprattutto a ai lavori che faceva negli anni ’90, e al limite anche alle ultime maglie del liverpool (’05-’06). purtroppo, con l’acquisizione da parte di adidas ha perso molto, e mi spiace perché ritengo la stessa adidas il miglior brand globale e francamente mi sarei aspettato prodotti di ben altro livello. spero in un rilancio prossimo

Credo che adidas abbia deciso per Reebok una diversa collocazione sul mercato per evitare sovrapposizioni. Gli sport di squadra e relativi testimonial (vedi Gallinari) con il marchio adidas; tutto il settore fitness e wellness a Reebok. Ma questa è solo una mia idea… anche io preferivo Reebok ‘vecchio stile’!

condivido la tua idea, ed è anche giusto per evitare il cosiddetto cannibalismo tra prodotti della stessa azienda. solo mi lascia perplesso la realizzazione, in particolare il design.
per quanto riguarda la qualità dei materiali, non potendo io toccare con mano, ti chiedo se potresti dare un giudizio generale a riguardo. tessuti, rifiniture, ecc..

L’idea del cambio di paradigma mi sembra l’unica per evitare l’estinzione di grandi marchi come Nike, adidas, Puma, ecc. Rispetto ai brand emergenti dall’Asia e Medio Oriente che puntano al prodotto global gli altri rispondono frazionando il mercato e inserendo negli spazi il top di prodotto. Pensa ad adidas: numero uno negli sport di squadra punta al settore fitness dove la gente si veste multimarca se non addirittura no logo come per i prodotti delle grandi catene distributive (es: Decathlon). Stesso discorso con Nike che gioca la carta Umbro nel calcio e cerca ancora un modo per sfondare nel rugby probabilmente con l’acquisto di un brand (si parla di Under Armour, Koooga, ecc.). Sui marchi asiatici (es: Li Ning, ecc.) per ora mi impressiona la quantità di prodotto che sono in grado di realizzare ma sono ancora lontani dalla qualità e tecnologia dei materiali anche perché i big producono in Cina e dintorni con brevetti. Alla fine prevedo che Nike, adidas e un Li Ning tra dieci anni diventeranno come “armadi” con all’interno tanti cassetti dove trovare l’outfit a seconda dello sport e del settore di riferimento ma con marchi diversi dal principale.

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