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Un venerdì con i baffi, Super Bowl: Mankins dei Patriots


Armato di pennarello il lineman dei New England Patriots ha aggiunto un bel paio di baffi al logo della sua squadra. Un rito scaramantico per la finalissima del football americano? No, lo aveva già fatto nella finale della Afc contro i Baltimore Ravens. Ma, a proposito di baffi, c’è chi ha fatto di meglio:  Marinovich dei Raiders nel 1991.

Fonti del post:

Uni Watch
Espn.com
Bostonherald.com

Il numero 70 dei New England Patriots Logan Mankins è l’uomo del Super Bowl XLVI, quello vinto dai New York Giants a Indianapolis. Ovviamente è l’uomo del giorno dopo, perché il migliore in campo è stato il quarterback dei newyorkesi Eli Manning e i Pats sono usciti dal campo con le orecchie basse. Logan Mankins si è presentato in campo armato di baffoni da vichingo e ha pensato bene di replicarli sul suo casco disegnando un paio di mustacchi al “Flying Elvis”, il logo della squadra dei Pats. I baffi chiaramente sono stati disegnati su entrambe le figure del casco: parte destra e parte sinistra. Speriamo sembrino belli“, ha dichiarato il diretto interessato al reporter Ian R. Rapoport del Boston Herald. La novità è piaciuta ai compagni di squadra, ma non ai tifosi e ai giornalisti.

Logan Mankins New England Patriots
La stravaganza è apparsa sul blog Uni Watch e approfondita su Page2 di Espn. Paul Lukas scrive che i baffi sul “Flying Elvis” sono apparsi solamente in occasione del Super Bowl. Ho scoperto invece che erano già disegnati sul casco di Mankins durante la finale della Afc contro i Baltimore Ravens del 22 gennaio 2012. Come mai il lineman dei Pats ha disegnato i baffi alla Fu Manchu, come scrivono negli Usa, al suo “Flying Elvis”? Prima di tutto si pensa perché lui stesso sfoggia un bel paio di baffoni, che hanno preso il posto della barba incolta con cui si presentava in campo negli anni precedenti (compreso il Super Bowl perso nel 2008). In America pensano anche sia una dedica al coach Pat Hill (anche lui dotato di mustacchi della stessa fattura) di Fresno State — ora agli Atlanta Falcons — dove Mankins ha giocato ai tempi dell’università. Al momento nessuna dichiarazione da parte della squadra e del giocatore che comunque rischia una sanzione economica per “abbigliamento non conforme alle regole Nfl”.


Ma il caso Mankins è poca cosa rispetto a quanto fatto nel 1991 da Todd Marinovich, quarterback dei Los Angeles Raiders, in occasione del suo debutto come titolare contro i Kansas City Chief. Solo sul logo della parte destra del casco ha disegnato un paio di occhiali da sole e un bel paio di baffi e pizzo al raider dello stemma della squadra. Marinovich, nonostante le premesse da juniores, non ha mai sfondato nella Nfl a causa delle sue dipendenze da alcol e droga. Ma anche lui, come Logan Mankins, ha scritto una pagina importante nella storia dei mustacchi nel mondo dello sport.

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Di Marco Scurati

Ho aperto il blog "Ama la Maglia" nel 2010. La maglia del cuore? Quella della Danimarca ai Mondiali di calcio 1986.

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