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Calcio, Germania: il Monaco 1860 fa di tutto per non sporcare la maglia. Ma cede ad Aston Martin


La vicenda sponsor dei Leoni bavaresi si chiude con i fan costretti a cedere sul fronte estetico: sfondo bianco per valorizzare il marchio del partner commerciale. Che si era lamentato per la poca visibilità del brand sulla Trikot celeste. E i dirigenti dicono: “Indietro non si torna”.

Si è conclusa l’epopea jersey sponsor per il Monaco 1860 e la fine della vicenda ha lasciato l’amaro in bocca a molti tifosi. La questione ricorda i commenti fatti al momento della presentazione della nuova maglia del Napoli, con le toppe colorate dei partner commerciali che sporcano il celeste della divisa. Iniziamo con un po’ di storia del Turn und Sportverein München von 1860. E’ la seconda squadra della città bavarese, ma solo per trofei vinti non certo per la storia del club. La società sportiva, fondata nel 1848 e poi sciolta perché ritenuta “rivoluzionaria”, è nata nel 1860 con la sezione calcio inaugurata nel 1899. Nel 1963 i Leoni bavaresi sono tra i club fondatori della Bundesliga lasciando fuori il Bayern Monaco per due stagioni dalla massima serie tedesca. Per il Monaco 1860 ci sono uno Schale e due Pokal in bacheca, un recente passato fatto di fallimenti e resurrezioni sportive e la stagione 2011/12 ancora nella Zweite Bundesliga, la Serie B tedesca.


Il club ha un azionista di riferimento nel giordano Hasan Abdullah Ismaik, ma soprattutto un esercito di tifosi tra i più attaccati ai valori dello sport e alla tradizione della società. La maglia è prodotta da Uhlsport con una tonalità di celeste molto gradita dai fan. Il campionato è partito senza uno sponsor e il club ha scelto la scritta “il grande amore di Monaco” per far capire che serviva un partner commerciale. Che, grazie allo sceicco Ismaik, è arrivato e si chiama Aston Martin. In un primo momento il marchio della casa automobilistica è stato inserito sulla maglia tono su tono. Lo sponsor pressa: “Non si vede”. I tifosi replicano: “La maglia non si macchia”. L’amministratore delegato del Monaco 1860, Robert Schaefer, alla fine, cede: “Nel marketing è importante rendere visibile l’abbinamento e cerchiamo di trovare la soluzione migliore“. Quale? “Rimarrà su fondo bianco — ha detto Schaefer –. Il contrasto valorizza il marchio e non possiamo cambiare“.

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7 risposte su “Calcio, Germania: il Monaco 1860 fa di tutto per non sporcare la maglia. Ma cede ad Aston Martin”

Beh, è andata di lusso rispetto al Napoli, almeno il bianco della toppa riprende i colori sociali!
Maglia Uhlsport comunque molto deludente, nulla a che vedere con le precedenti della Erima!

Evidente che le soluzioni semplici sono sempre le più difficili da mettere in pratica!!!

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