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Rugby, World Cup 2011: tutte le maglie e i loghi Mondiale in Nuova Zelanda FOTOGALLERY


Il mondo della palla ovale è pronto per la partenza del Mondiale in Nuova Zelanda, settima edizione del torneo per squadre nazionali organizzato dall’International Rugby Board. Uno sport così antico, ma che da pochi decenni è diventato così globale da poter organizzare una World Cup e sbarcare alle Olimpiadi a partire dal 2012 con la versione Seven. La prima edizione della RWC nel 1987 in Nuova Zelanda: il primo match tra gli All Blacks e l’Italia, vinto dai neozelandesi 70-6, ha visto in campo gli Azzurri: se vogliamo una nota statistica curiosa. Come curiosa è l’evoluzione delle maglie usate nel rugby in meno di 25 anni: dalla maglie di cotone pesante, colletto e bottoncini a quelle aderenti in fibre sintetiche ed elastiche senza troppi punti di presa per i difensori.

Per quanto riguarda la RWC 2011 c’è un nuovo patch della IRB applicato a tutte le divise ufficiali da gioco delle squadre nazionali. Rispetto al passato quello 2011 ha uno sviluppo orizzontale e non verticale. Inoltre è utilizzato un nuovo font più arrotondato.  Come da tradizione le squadre che hanno vinto la Coppa del Mondo fregiano la manica destra con la silhouette dorata della Webb Ellis Cup con l’anno della vittoria: Nuova Zelanda 1987, Australia 1991 e 1999, Sudafrica 1995 e 2007, Inghilterra 2003. Come si può evincere dall’albo d’oro della RWC, gli inglesi sono l’unico team dell’emisfero nord ad aver in bacheca il trofeo.

Per quanto riguarda le forniture, ogni team ha due mute a disposizione, ma difficilmente indosserà quella di riserva: per esempio l’Italia deve sperare di accedere ai quarti per eventualmente incontrare un’altra squadra di colore blu. Per quanto riguarda gli sponsor tecnici, Nike e adidas — marchi che monopolizzano insieme a Puma il mondo del calcio, del basket e di molti sport — cedono il passo a due storici brand della palla ovale come KooGa e Canterbury of New Zealand, che hanno in mano la maggioranza delle squadre. Nike ha forgiato le divise di Inghilterra e Francia e non sono mancate le critiche: la seconda muta inglese nera e la prima francese con il blu royal che scala in quello notte. Critiche anche per adidas per la nuova maglie degli All Blacks: innovativa e iconica, richiama quella del 1987, ma con un prezzo che ha mandato su tutte le furie i tifosi dei Tuttineri. adidas ha anche prodotto le nuove divise dell’Argentina senza particolari colpi di scena. Puma ha marchiato l’Irlanda con un ritorno a un verde brillante mentre Under Armour ha ceduto al fascino del nero per la seconda muta del Galles. Kappa è lo sponsor dell’Italia nel solco della tradizione: colore azzurro, strisce gommate che richiamano la cassa toracica e il marchio posizionato in verticale (forse non hanno tenuto conto che da quest’anno il parch Irb è orizzontale).

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10 risposte su “Rugby, World Cup 2011: tutte le maglie e i loghi Mondiale in Nuova Zelanda FOTOGALLERY

A me piacciono tutte quelle della canterbury, specialmente quelle del sud africa. Peccato che sia scomparsa come marca dal mondo del calcio, mi ricordo il portsmouth che aveva maglie abbastanza belle.

Un saluto
Andrea

Credo che per loro sia meglio stare sul mercato della palla ovale… Indubbiamente sono leader con KooGa e fanno materiale di alto livello. Nike, Puma e adidas, a mio parere, pagano molto una visione “calcio-centrica” nelle loro maglie da rugby!

una piccola curiosità sulle magliette neozelandesi: leggendo “il libro della gloria” di Lloyd Jones(che racconta della trionfale tournèè europea nel 1905 degli all blacks) ho scoperto che sulle divise nere trovava posto un piccolo sprone di seta, in modo da rendere la presa degli avversari sulla maglietta “scivolosa”

Bellissima curiosità! Grazie mille per averla condivisa con noi. Un libro da leggere anche se del 2000, giusto?

prego..il libro è interessante, anche se mette l’accento sulla descrizione dei luoghi e delle sensazioni dei giocatori in un continente diverso da loro, e sul loro innovativo spirito di squadra: insomma, di rugby giocato ci saranno sì e no 10 pagine, ma è una lettura molto gradevole.

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